Paura dei terzi molari? Ecco quali sono i denti del giudizio e quando è necessario estrarli

  • Autore: ZANARDI FEDERICO
  • 21 nov, 2017
denti del giudizio in formazione
I terzi molari, meglio conosciuti col termine di denti del giudizio, sono elementi dentali che hanno uno sviluppo tardivo rispetto agli altri componenti delle arcate dentali, e non hanno una funzione indispensabile a livello masticatorio.
A causa di questo ritardo nel manifestarsi, retaggio di una dentatura risalente all’uomo primitivo, i terzi molari possono presentare problematiche a livello masticatorio e occlusivo per cui è necessaria la loro rimozione.
Ma vediamo meglio nel dettaglio quando è bene procedere all’intervento di rimozione, evidenziando quali sono le casistiche specifiche.

L’evoluzione dell’uomo e la perdita di funzionalità dei denti del giudizio

L’evoluzione biologica umana ha reso i denti del giudizio non necessari alla funzione di masticazione, con la conseguente riduzione delle dimensioni delle ossa mascellari a livello cranico.
Questo ha comportato un minor spazio per la crescita dei terzi molari, ed è la causa diretta del loro cattivo sviluppo all’interno del cavo orale, con la formazione di infiammazioni e disallineamenti a livello delle arcate.

Quando è bene rimuovere i denti del giudizio?

Se in passato la rimozione era considerata una prassi, oggi si tende ad effettuare terapie conservative e a intervenire solo in caso di reale necessità.

Ecco, di seguito, i principali casi in cui è necessario intervenire chirurgicamente alla rimozione:
  • il dente del giudizio presenta cisti, ascessi, o è cariato, e può infettare il resto degli elementi dentali facente parti delle arcate;
  • il dente del giudizio cresce storto, spingendo sugli altri denti e provocando la distorsione dell’arcata.
  • il dente è spuntato solo parzialmente, il che può esser fonte di infezioni batteriche o infiammazioni gengivali.

L’iperdonzia: un caso eccezionale di sovrabbondanza dentale

Vi è poi un caso specifico in cui il paziente sviluppa nelle arcate dei denti del giudizio maggiori rispetto al loro numero standard.
Questa condizione prende il nome di iperdonzia, e ha come conseguenza il sovraffollamento dentale nell’arcata. Perciò è bene rimuovere i denti del giudizio, al fine di creare spazio e mantenere il corretto allineamento degli altri denti facenti parte dell’arcata.
Vi è poi un altro caso limite, vale a dire l’ipodonzia, in cui il paziente non presenta alcun dente del giudizio e per il quale non si necessita di alcun intervento di chirurgia dentale.

Autore: ZANARDI FEDERICO 17 gen, 2018

La perdita di uno o più denti può avvenire in seguito a una patologia come la parodontite o in seguito a traumi facciali molto gravi. In questi casi, le protesi dentali fisse e mobili sono la soluzione ideale per ristabilire una funzionalità sia estetica che meccanica.

La perdita di un dente è traumatica sotto diversi punti di vista: innanzitutto a livello funzionale, sia per la masticazione che per la fonazione, poi anche a livello estetico, ripercuotendosi nella sfera emotiva, psicologica e sociale.

Che sia fissa o mobile, la protesi deve mantenere inalterate diverse caratteristiche: qualità della realizzazione, dei materiali e delle finiture; precisione delle dimensioni; funzionalità e aspetto estetico ottimali; resistenza nel tempo; capacità di restituire armonia al volto del paziente inserendosi in modo naturale nella dentatura.

Autore: ZANARDI FEDERICO 17 gen, 2018

Riconoscere una carie dentale non è cosa semplice. La carie si manifesta spesso con delle piccole macchie bianche sullo smalto del dente, ma senza presentare altri sintomi. Per questa ragione è importante effettuare un controllo dentistico almeno due volte all'anno, per prendere una carie per tempo e cominciare subito un trattamento. Le carie dentali possono essere infatti confuse con le macchie dello smalto. Per appurare l'origine delle macchie, occorre rivolgersi a un dentista, che scoprirà la presenza o meno di una cavità tramite l'impiego di uno specillo. Le macchie sono invece innocue e si trattano con un semplice intervento di igiene.

Autore: ZANARDI FEDERICO 17 gen, 2018

L'igiene orale è fondamentale per denti sani e un alito sempre fresco. Grazie alla pulizia professionale effettuata in uno studio dentistico, è possibile prevenire il deposito di placca ed eventuali carie e scongiurare così patologie più gravi.

È buona norma mantenere i denti puliti quotidianamente, spazzolandoli tre volte al giorno dopo ogni pasto e aiutandoci con il filo interdentale. Ciò però non basta a evitare completamente la formazione del tartaro. È importante perciò affidarsi a degli esperti e sottoporsi a visite di controllo frequenti, in modo da intervenire tempestivamente per risolvere qualunque problema sul nascere.

È bene ricorrere alla pulizia dentale professionale ogni sei mesi per evitare che i residui di placca si accumulino eccessivamente, richiedendo così interventi invasivi. Il dentista e l'igienista utilizzano strumenti particolari e all'avanguardia grazie ai quali riescono ad arrivare dove noi non riusciamo con il classico spazzolino.

Autore: ZANARDI FEDERICO 17 gen, 2018

Denti e postura sono strettamente connessi: il nostro corpo è una macchina armonica, che funziona in modo complesso, nella quale alla funzione è correlata la struttura. Disturbi del sistema buccale possono avere degli effetti sul resto del corpo. Problemi posturali, dolori al collo e alla schiena spesso sono subdolamente legati a una scorretta occlusione dentale. A lungo andare, questa problematica influenzerà altri distretti corporei. È importante dunque rivolgersi a un odontoiatra che utilizzi un approccio osteopatico per valutare l'eventuale presenza del disturbo.

Esistono diverse anomalie della dentatura, le più comuni sono tre: il pre-contatto, ovvero la differenza di lunghezza dei denti, l’eccessivo spazio libero; la diminuzione o assenza dello spazio.

Autore: ZANARDI FEDERICO 17 gen, 2018

È possibile curare la parodontite senza un intervento chirurgico? La parodontite, nota anche come piorrea, è una malattia infiammatoria degenerativa, che distrugge gradualmente i tessuti che supportano il dente. Una malattia subdola: inizialmente asintomatica, inizia a manifestarsi con un leggero sanguinamento gengivale, portando a una graduale degenerazione e alla perdita dei denti. Le cause della piorrea sono soprattutto legate a una cattiva igiene orale, che causa una maggiore diffusione di batteri parodontopatogeni, responsabili della formazione di placche, carie e tartaro. I batteri si diffondono dunque sotto i tessuti gengivali, intaccando l'osso e porzioni profonde del paradonto, spingendosi all'interno delle tasche parodontali. In questa zona, le tossine si riproducono, causando una distruzione delle cellule predisposte alla riproduzione ossea. Ciò provoca un graduale riassorbimento osseo, finché non sopraggiunge la caduta dei denti.

Autore: ZANARDI FEDERICO 17 gen, 2018

Italiani, popolo di buongustai, da sempre amanti della buona cucina. Spesso però dimentichiamo che la nostra dieta ha serie ripercussioni non solo sul nostro organismo e sulla salute, ma anche sui denti. Il cibo ha una notevole influenza sulla nostra igiene orale ed è in grado di prevenire o favorire la formazione della carie.

Autore: ZANARDI FEDERICO 21 nov, 2017

In ogni ambito della salute, prevenire è sempre meglio che curare, un’affermazione valida anche nell’ambito dentale: infatti effettuare controlli periodici presso il proprio dentista di fiducia riduce il rischio di carie e di altre patologie afferenti al cavo orale.

Prenotare regolarmente sedute di igiene, pulizia dentale e profilassi contribuisce quindi alla salute  di denti e gengive, rimuovendo tartaro, placca e batteri che possono causare in alcuni casi la perdita dei denti stessi.

La prima visita dal dentista

Che la prevenzione cominci fin da bambini è ormai un dato di fatto; per questo già a 3-4 anni una visita di controllo servirà non solo a valutare lo stato di salute della bocca del piccino, ma anche a familiarizzare con la figura del dentista, in modo tale da non esserne spaventato.

In cosa consiste una visita dal dentista?

Una visita di controllo dal dentista dura in genere 30 minuti, durante i quali vengono effettuati controlli e pratiche di igiene dentale.

Tra gli obiettivi della visita di controllo rientrano:

  • verificare la presenza di infiammazioni, infezioni, traumi dentali, ma anche di carie e tartaro;
  • controllare lo stato di salute delle gengive, nonché di otturazioni precedenti e protesi dentali;
  • controllare l’allineamento dei denti, al fine di evitare danni da malocclusione;
  • verificare la presenza di cisti, difetti a livello mandibolare e rotture di elementi dentali.

Al termine della visita il dentista ti consiglierà su eventuali terapie ortodontiche o interventi di chirurgia dentale, al fine di avere sempre una bocca bella, sana e forte.

Le operazioni di pulizia

Qualora invece tu abbia fissato una seduta di igiene dentale, ti verranno praticate operazioni professionali con strumenti appositi, che hanno come scopo la rimozione del tartaro tra colletto e gengiva, la lucidatura dei denti e la rimozione di macchie e ingiallimenti.

Grazie alla pulizia dentale professionale si elimineranno inoltre i residui di cibo presenti in eventuali apparecchi ortodontici, che sono causa diretta della formazione di carie e altre malattie dentali.

Quando bisogna effettuare una pulizia dentale?

Di norma si consiglia di effettuare almeno una volta l’anno una seduta professionale di pulizia dei denti, anche se in caso di particolari patologie, o di gengive particolarmente infiammate, si consiglia una pulizia semestrale del cavo orale.

Autore: ZANARDI FEDERICO 21 nov, 2017

Le pratiche di odontoiatria estetica oggi più che mai rappresentano l’ultima frontiera del settore dentale, e uniscono in sé il lato funzionale tradizionale delle normali pratiche dentistiche, riservando tuttavia un occhio di riguardo al lato estetico della bocca.

Perché oltre che sano, un sorriso deve anche essere bello.  

Per questo sono state messe a punto tecniche e trattamenti specifici di estetica dentale, di cui cercheremo di parlare approfonditamente nei paragrafi che seguono.

Lo sbiancamento dentale

Un trattamento di sbiancamento dentale professionale serve a rimuovere macchie e ingiallimenti dovuti al naturale processo di invecchiamento dello smalto.

Rispetto a quello che viene millantato da prodotti quali dentifrici e kit fai-da-te con strisce da applicare alle arcate dentali, lo sbiancamento in studio dentistico permette risultati ottimali, sicuri e duraturi.

La tecnica più utilizzata è quella a base di perossido d’idrogeno, che combinato con l’impiego di lampade con particolari frequenze di luce, contribuisce alla rimozione delle macchie dentali.

Esiste poi un trattamento al laser, che combinato con l’applicazione di gel al perossido d’idrogeno, aiuta a sbiancare lo smalto senza intaccarlo.

Le faccette dentali

Per rivestire denti scheggiati o con particolari difetti estetici di colorazione o di usura, si possono utilizzare le faccette dentali, ossia sottilissime lamelle di ceramica o altro materiale, che vengono modellate sulla conformazione del dente, al fine di aderire al meglio e non creare fastidio.

Apparecchi ortodontici invisibili

Per far fronte a denti storti e problemi di malocclusione, in passato si è sempre fatto ricorso ai normali apparecchi ortodontici, i quali  tuttavia vanno a influire sull’estetica del sorriso, poiché i materiali con cui erano concepiti privilegiavano il lato funzionale rispetto a quello estetico, con soluzioni che creavano, specie negli adolescenti, grande imbarazzo.

Oggi la tecnologia ha permesso di impiantare apparecchi ortodontici trasparentisi, dedicati a pazienti adulti e a tutti coloro che desiderano avere denti perfettamente allineati, ma al tempo stesso non soffrire di alcun disagio a livello estetico.

Molti degli apparecchi ortodontici inoltre sono rimovibili e costruiti in materiale plastico trasparente, e sono pensati per essere indossati in casa senza alcuna fatica o imbarazzo.

Infine esistono soluzioni che sfruttano l’interno dell’arcata dentale, nascondendo completamente alla vista la presenza dell’apparecchio stesso.

Autore: ZANARDI FEDERICO 21 nov, 2017

Nonostante la loro natura precaria, i denti da latte possono provocare nei bambini numerose patologie dentali anche gravi; per questo è bene prendersene cura nel modo migliore possibile, al fine di evitare lo sviluppo di batteri, placca e gengiviti.

Una scarsa igiene orale inoltre compromette lo sviluppo delle arcate future permanenti: infatti una caduta dei denti da latte anticipata, a causa della presenza di carie o placca, può provocare l’alterazione degli spazi a livello delle arcate, con problematiche di allineamento che possono essere risolte solo con terapie lunghe e costose.

Per questa ragione cercheremo di capire come prenderci cura dei denti da latte dei bambini, per assicurargli una dentatura sana e forte fin dalla più tenera età.

Quando possiamo cominciare a lavare i denti a nostro figlio?

Appena crescono i denti da latte, ossia al terzo mese di vita, è possibile lavarli  dopo l’allattamento mediante una garza inumidita.

Si può anche cominciare ad abituare il bambino all’utilizzo dello spazzolino, ma in maniera progressiva, in modo da renderlo autonomo dai 3 anni in su.

I dentifrici per bambini sono in più indicati per lo spazzolamento, in quanto contengono ridotte percentuali di fluoro, sostanza che se ingerita può esser loro nociva.

Come procedere allo spazzolamento dei denti

Entrando nello specifico, lo spazzolamento dei denti deve essere fatto percepire al bambino come una cosa positiva, così da non traumatizzarlo minimamente.

Un consiglio in tal senso è di far credere al piccolo che si stia giocando assieme, aiutandolo a percepire lo spazzolamento come una routine quotidiana.

Dai due anni in su il bimbo può cominciare in maniera più o meno autonoma a spazzolarsi da solo i denti, con un movimento semplice e verticale, che è quello che facilita la rimozione di tartaro, placca e residui di cibo.

Se il piccolo non arriva in tutti gli angoli della bocca sarà il genitore a compiere la spazzolatura finale per eliminare meglio i residui.

Raggiunto il quarto anno d’età potete considerare il bambino definitivamente autonomo dal punto di vista manuale; perciò gli si può insegnare una tecnica a cerchio, secondo la quale lo spazzolino rimuove la placca gengivale in maniera più efficace rispetto al semplice movimento verticale.

L’importante è che in definitiva il piccolo capisca l'utilità non trascurabile di tale operazione, e la viva tutti i giorni in maniera serena e – perché no – anche divertente.

Autore: ZANARDI FEDERICO 21 nov, 2017

Il costo delle pratiche dentali è spesso una delle ragioni che fanno optare molte persone verso sedicenti professionisti dentisti che propongono trattamenti a prezzi stracciati senza la benché minima abilitazione professionale, nonché a scapito delle principali norme igienico-sanitarie.

Il fenomeno dell’abusivismo nell’ambito odontoiatrico in Italia sta assumendo contorni molto ampi: infatti stando ai dati dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri, su 60.000 dentisti abilitati e iscritti vi sono circa 10.000 abusivi che esercitano illegalmente la professione odontoiatrica.

Per questo è bene essere consci dei rischi che si corre ad affidarsi a tali figure, quindi essere informati sui requisiti che deve avere un dentista certificato per operare nel nostro paese.

Che rischi si corrono a scegliere un dentista abusivo?

Innanzitutto è bene essere a conoscenza del fatto che questi "professionisti" dell’ortodonzia spesso non sono laureati, ma sono dei semplici odontotecnici che operano senza la minima presenza di condizioni igienico-sanitarie adatte.

L’assenza di competenze professionali nell’ambito dell’odontoiatria, della chirurgia dentale, maxillo-facciale, dell’implantologia e dell’estetica dentale ha come conseguenza risultati molto rischiosi per la salute, che vanno dalla semplice estrazione malriuscita alla perdita totale dei denti.

Inoltre l’assenza di condizioni igienico-sanitarie a norma, dovute alla mancata sterilizzazione degli ambienti e degli strumenti, può comportare la contrazione di malattie gravi e fatali, come ad esempio l’epatite B e C e il virus HIV.

Il risparmio in termini economici dunque ha risvolti decisamente più pericolosi a livello di salute; per questo è bene rivolgersi solo a professionisti certificati e iscritti all’Albo professionale, i quali sono costantemente sottoposti a controlli da parte delle ASL circa le condizioni igienico-sanitarie.

Inoltre un dentista professionista si aggiorna periodicamente circa le innovazioni tecniche e tecnologiche del settore. Una ragione in più per affidarsi a chi garantisce risultati ottimali in ogni ambito della pratica dentistica.

Come riconoscere un dentista abusivo?

Per sconfiggere il fenomeno dell’abusivismo dentistico basta semplicemente consultare online il sito della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, dell’Albo degli Odontoiatri: nel database sono presenti tutti i nominativi dei dentisti abilitati alla professione.

In questo modo sarai certo di affidare la tua bocca a un professionista di comprovata esperienza nel settore, nonché in regola con tutte le norme igienico-sanitarie previste dalla legge.

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