Implantologia a carico immediato: in cosa consiste e come funziona

  • Autore: ZANARDI FEDERICO
  • 09 mag, 2017
Donna che sorride

Negli ultimi anni le tecniche di implantologia dentale hanno subito notevoli innovazioni dal punto di vista dell’approccio: infatti grazie alle cosiddette implantologie a carico immediato non è più necessario che il paziente subisca numerosi interventi chirurgici per l’impianto, la prova e l’adattamento di protesi, con un conseguente risparmio di tempo e denaro.

Ciò è dovuto principalmente alla capacità della protesi di adattarsi subito e di reggere saldamente l’attività masticatoria fina dal momento in cui il paziente esce dallo studio dentistico.

Ma vediamo nel concreto il significato e i vantaggi di questo nuovo metodo implantologico.

Di cosa si tratta?

Per carico immediato si intende la capacità della singola corona dentaria impiantata, oppure di un’intera protesi, di sopportare fin da subito il processo di occlusione e masticazione da parte delle arcate e delle ossa mascellari o mandibolari.

Il carico immediato permette perciò di affrettare la riabilitazione masticatoria, e di evitare l’impianto di denti provvisori, come accadeva un tempo.

Tipologie di impianti

Oggi le principali tecniche di implantologia a carico immediato sono riconducibili a tre tipologie:

- a impianto singolo;

- a quattro impianti (definiti anche all-on-4 );

- a sei o più impianti.

La protesi a carico immediato può essere inoltre realizzata con gengiva finta in resina o ceramica, o con l’utilizzo del tessuto gengivale del paziente.

La differenza sta nel fatto che nel primo caso occorre riequilibrare il rapporto tra la lunghezza dei denti e la gengiva, a causa del riassorbimento di un eventuale innesto di tessuto osseo. In caso di poco riassorbimento, oppure nel caso vi sia un buon equilibrio di base, si utilizzerà invece la gengiva del paziente.

Fasi cliniche

Prima di eseguire l’impianto, il dentista effettuerà radiografie per valutare la condizione dell’osso e delle arcate dentali; successivamente avverrà la vera e propria fase di innesto, mediante l’inserimento di perni in titanio all’interno dell’osso mandibolare o mascellare, che sosterranno la corona singola o la protesi dentale fin da subito, evitando così lunghe riabilitazioni, nonché il ricorso a protesi provvisorie mobili.
Autore: ZANARDI FEDERICO 21 nov, 2017

In ogni ambito della salute, prevenire è sempre meglio che curare, un’affermazione valida anche nell’ambito dentale: infatti effettuare controlli periodici presso il proprio dentista di fiducia riduce il rischio di carie e di altre patologie afferenti al cavo orale.

Prenotare regolarmente sedute di igiene, pulizia dentale e profilassi contribuisce quindi alla salute  di denti e gengive, rimuovendo tartaro, placca e batteri che possono causare in alcuni casi la perdita dei denti stessi.

La prima visita dal dentista

Che la prevenzione cominci fin da bambini è ormai un dato di fatto; per questo già a 3-4 anni una visita di controllo servirà non solo a valutare lo stato di salute della bocca del piccino, ma anche a familiarizzare con la figura del dentista, in modo tale da non esserne spaventato.

In cosa consiste una visita dal dentista?

Una visita di controllo dal dentista dura in genere 30 minuti, durante i quali vengono effettuati controlli e pratiche di igiene dentale.

Tra gli obiettivi della visita di controllo rientrano:

  • verificare la presenza di infiammazioni, infezioni, traumi dentali, ma anche di carie e tartaro;
  • controllare lo stato di salute delle gengive, nonché di otturazioni precedenti e protesi dentali;
  • controllare l’allineamento dei denti, al fine di evitare danni da malocclusione;
  • verificare la presenza di cisti, difetti a livello mandibolare e rotture di elementi dentali.

Al termine della visita il dentista ti consiglierà su eventuali terapie ortodontiche o interventi di chirurgia dentale, al fine di avere sempre una bocca bella, sana e forte.

Le operazioni di pulizia

Qualora invece tu abbia fissato una seduta di igiene dentale, ti verranno praticate operazioni professionali con strumenti appositi, che hanno come scopo la rimozione del tartaro tra colletto e gengiva, la lucidatura dei denti e la rimozione di macchie e ingiallimenti.

Grazie alla pulizia dentale professionale si elimineranno inoltre i residui di cibo presenti in eventuali apparecchi ortodontici, che sono causa diretta della formazione di carie e altre malattie dentali.

Quando bisogna effettuare una pulizia dentale?

Di norma si consiglia di effettuare almeno una volta l’anno una seduta professionale di pulizia dei denti, anche se in caso di particolari patologie, o di gengive particolarmente infiammate, si consiglia una pulizia semestrale del cavo orale.

Autore: ZANARDI FEDERICO 21 nov, 2017

Le pratiche di odontoiatria estetica oggi più che mai rappresentano l’ultima frontiera del settore dentale, e uniscono in sé il lato funzionale tradizionale delle normali pratiche dentistiche, riservando tuttavia un occhio di riguardo al lato estetico della bocca.

Perché oltre che sano, un sorriso deve anche essere bello.  

Per questo sono state messe a punto tecniche e trattamenti specifici di estetica dentale, di cui cercheremo di parlare approfonditamente nei paragrafi che seguono.

Lo sbiancamento dentale

Un trattamento di sbiancamento dentale professionale serve a rimuovere macchie e ingiallimenti dovuti al naturale processo di invecchiamento dello smalto.

Rispetto a quello che viene millantato da prodotti quali dentifrici e kit fai-da-te con strisce da applicare alle arcate dentali, lo sbiancamento in studio dentistico permette risultati ottimali, sicuri e duraturi.

La tecnica più utilizzata è quella a base di perossido d’idrogeno, che combinato con l’impiego di lampade con particolari frequenze di luce, contribuisce alla rimozione delle macchie dentali.

Esiste poi un trattamento al laser, che combinato con l’applicazione di gel al perossido d’idrogeno, aiuta a sbiancare lo smalto senza intaccarlo.

Le faccette dentali

Per rivestire denti scheggiati o con particolari difetti estetici di colorazione o di usura, si possono utilizzare le faccette dentali, ossia sottilissime lamelle di ceramica o altro materiale, che vengono modellate sulla conformazione del dente, al fine di aderire al meglio e non creare fastidio.

Apparecchi ortodontici invisibili

Per far fronte a denti storti e problemi di malocclusione, in passato si è sempre fatto ricorso ai normali apparecchi ortodontici, i quali  tuttavia vanno a influire sull’estetica del sorriso, poiché i materiali con cui erano concepiti privilegiavano il lato funzionale rispetto a quello estetico, con soluzioni che creavano, specie negli adolescenti, grande imbarazzo.

Oggi la tecnologia ha permesso di impiantare apparecchi ortodontici trasparentisi, dedicati a pazienti adulti e a tutti coloro che desiderano avere denti perfettamente allineati, ma al tempo stesso non soffrire di alcun disagio a livello estetico.

Molti degli apparecchi ortodontici inoltre sono rimovibili e costruiti in materiale plastico trasparente, e sono pensati per essere indossati in casa senza alcuna fatica o imbarazzo.

Infine esistono soluzioni che sfruttano l’interno dell’arcata dentale, nascondendo completamente alla vista la presenza dell’apparecchio stesso.

Autore: ZANARDI FEDERICO 21 nov, 2017

Nonostante la loro natura precaria, i denti da latte possono provocare nei bambini numerose patologie dentali anche gravi; per questo è bene prendersene cura nel modo migliore possibile, al fine di evitare lo sviluppo di batteri, placca e gengiviti.

Una scarsa igiene orale inoltre compromette lo sviluppo delle arcate future permanenti: infatti una caduta dei denti da latte anticipata, a causa della presenza di carie o placca, può provocare l’alterazione degli spazi a livello delle arcate, con problematiche di allineamento che possono essere risolte solo con terapie lunghe e costose.

Per questa ragione cercheremo di capire come prenderci cura dei denti da latte dei bambini, per assicurargli una dentatura sana e forte fin dalla più tenera età.

Quando possiamo cominciare a lavare i denti a nostro figlio?

Appena crescono i denti da latte, ossia al terzo mese di vita, è possibile lavarli  dopo l’allattamento mediante una garza inumidita.

Si può anche cominciare ad abituare il bambino all’utilizzo dello spazzolino, ma in maniera progressiva, in modo da renderlo autonomo dai 3 anni in su.

I dentifrici per bambini sono in più indicati per lo spazzolamento, in quanto contengono ridotte percentuali di fluoro, sostanza che se ingerita può esser loro nociva.

Come procedere allo spazzolamento dei denti

Entrando nello specifico, lo spazzolamento dei denti deve essere fatto percepire al bambino come una cosa positiva, così da non traumatizzarlo minimamente.

Un consiglio in tal senso è di far credere al piccolo che si stia giocando assieme, aiutandolo a percepire lo spazzolamento come una routine quotidiana.

Dai due anni in su il bimbo può cominciare in maniera più o meno autonoma a spazzolarsi da solo i denti, con un movimento semplice e verticale, che è quello che facilita la rimozione di tartaro, placca e residui di cibo.

Se il piccolo non arriva in tutti gli angoli della bocca sarà il genitore a compiere la spazzolatura finale per eliminare meglio i residui.

Raggiunto il quarto anno d’età potete considerare il bambino definitivamente autonomo dal punto di vista manuale; perciò gli si può insegnare una tecnica a cerchio, secondo la quale lo spazzolino rimuove la placca gengivale in maniera più efficace rispetto al semplice movimento verticale.

L’importante è che in definitiva il piccolo capisca l'utilità non trascurabile di tale operazione, e la viva tutti i giorni in maniera serena e – perché no – anche divertente.

Autore: ZANARDI FEDERICO 21 nov, 2017

Il costo delle pratiche dentali è spesso una delle ragioni che fanno optare molte persone verso sedicenti professionisti dentisti che propongono trattamenti a prezzi stracciati senza la benché minima abilitazione professionale, nonché a scapito delle principali norme igienico-sanitarie.

Il fenomeno dell’abusivismo nell’ambito odontoiatrico in Italia sta assumendo contorni molto ampi: infatti stando ai dati dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri, su 60.000 dentisti abilitati e iscritti vi sono circa 10.000 abusivi che esercitano illegalmente la professione odontoiatrica.

Per questo è bene essere consci dei rischi che si corre ad affidarsi a tali figure, quindi essere informati sui requisiti che deve avere un dentista certificato per operare nel nostro paese.

Che rischi si corrono a scegliere un dentista abusivo?

Innanzitutto è bene essere a conoscenza del fatto che questi "professionisti" dell’ortodonzia spesso non sono laureati, ma sono dei semplici odontotecnici che operano senza la minima presenza di condizioni igienico-sanitarie adatte.

L’assenza di competenze professionali nell’ambito dell’odontoiatria, della chirurgia dentale, maxillo-facciale, dell’implantologia e dell’estetica dentale ha come conseguenza risultati molto rischiosi per la salute, che vanno dalla semplice estrazione malriuscita alla perdita totale dei denti.

Inoltre l’assenza di condizioni igienico-sanitarie a norma, dovute alla mancata sterilizzazione degli ambienti e degli strumenti, può comportare la contrazione di malattie gravi e fatali, come ad esempio l’epatite B e C e il virus HIV.

Il risparmio in termini economici dunque ha risvolti decisamente più pericolosi a livello di salute; per questo è bene rivolgersi solo a professionisti certificati e iscritti all’Albo professionale, i quali sono costantemente sottoposti a controlli da parte delle ASL circa le condizioni igienico-sanitarie.

Inoltre un dentista professionista si aggiorna periodicamente circa le innovazioni tecniche e tecnologiche del settore. Una ragione in più per affidarsi a chi garantisce risultati ottimali in ogni ambito della pratica dentistica.

Come riconoscere un dentista abusivo?

Per sconfiggere il fenomeno dell’abusivismo dentistico basta semplicemente consultare online il sito della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, dell’Albo degli Odontoiatri: nel database sono presenti tutti i nominativi dei dentisti abilitati alla professione.

In questo modo sarai certo di affidare la tua bocca a un professionista di comprovata esperienza nel settore, nonché in regola con tutte le norme igienico-sanitarie previste dalla legge.

Autore: ZANARDI FEDERICO 21 nov, 2017

Soffrire di alitosi è spesso fonte di grande imbarazzo a livello sociale. Questo tipo di affezione è molto frequente tra le persone, ed è bene capire con chiarezza quali sono le sue principali cause, allo scopo di prevenirne la formazione all’interno della bocca.

Nei paragrafi seguenti cercheremo di capire i meccanismi di formazione dell’alitosi e come affrontarla in modo semplice ed efficace nella quotidianità di ogni giorno.

Eziologia dell’alitosi

L’alitosi ha un numero variabile e molteplice di fattori scatenanti; tra questi annoveriamo, nell’ordine:

  • le carie;
  • le gengiviti;
  • le parodontiti;
  • i residui di cibo in decomposizione negli interstizi dentali o all’interno degli apparecchi ortodontici;
  • il fumo;
  • la secchezza delle fauci prolungata durante il girono.

Inoltre l’alitosi è legata ad altre patologie a carattere medico, come ad esempio:

  • il reflusso gastro-esofageo;
  • la gastrite;
  • le infiammazioni della gola;
  • la sinusite e le infiammazioni delle alte vie respiratorie;
  • il diabete;
  • la cirrosi epatica.

Come prevenire l’alito cattivo: l’igiene orale

In commercio esistono sia gomme da masticare che collutori e spray ad effetto prolungato per combattere l’alitosi; tuttavia la maniera migliore per combattere ogni giorno l’alito cattivo in modo radicale è lavarsi almeno 3 volte al giorno i denti, in modo da eliminare i residui di cibo che possono fermentare in bocca.

Inoltre è bene utilizzare ogni giorno il filo interdentale, preoccupandosi di pulire gli interstizi dentali in maniera accurata.

Altri consigli pratici

Inoltre un consiglio di natura pratica per combattere l’alito cattivo è quello di mantenere spesso la bocca idratata durante il giorno: infatti l’azzeramento della salivazione contribuisce alla formazione dei gas all’interno del cavo orale, sprigionati dall’azione nociva dei batteri presenti al suo interno.

Bere molto aiuta quindi non solo tutto l’organismo ma anche la bocca a non produrre quegli odori poco piacevoli a chi ci sta attorno.

Infine anche l’alimentazione incide molto sulla formazione dell’alitosi: infatti ridurre il consumo smisurato di cipolla, aglio, fritti, carne rossa, formaggi, grassi e alcolici aiuta lo stomaco nella sua normale funzione digestiva, evitando così reflussi di vario genere e gastriti, che come già evidenziato costituiscono alcuni dei fattori scatenanti dell’alito cattivo.

Ultima, ma non per importanza, la masticazione: infatti masticare lentamente favorisce la normale funzionalità digestiva, in quanto sminuzza il cibo in porzioni adeguatamente trasformabili dai succhi gastrici.

Autore: ZANARDI FEDERICO 21 nov, 2017

Un controllo alla bocca prima di partire è una buona prassi per evitare brutte sorprese quando sei in vacanza: infatti essere in ferie col mal di denti non è decisamente il massimo del relax, e comporta non solo dolore fisico, ma anche un pensiero in più che può rovinare il riposo a te e a chi ti accompagna.

Per questa ragione prima di partire prenota dal tuo dentista di fiducia una visita di controllo: avrai così la certezza di goderti le tue meritate vacanze in totale serenità e sicurezza.

Prevenire è meglio che curare

Se per caso non ti sei accorto di qualche carie microscopica, oppure senti qualche leggero fastidio intermittente a livello gengivale, è bene che ti rechi dal tuo dentista di fiducia per un breve controllo generale.

Una visita di 30 minuti sarà solo un piccolo prezzo da pagare rispetto al fastidio e al dolore che potrai provare quando sarai definitivamente in vacanza, con l’incognita di cercare nel pieno delle ferie un dentista disponibile a curarti.

Per porre subito rimedio a eventuali problematiche dentali

Spesso molti dei problemi dentali sono invisibili ad occhio nudo, e anche se tu pensi di avere un cavo orale perfettamente sano, è comunque buona norma che prima di partire tu provveda a controllare la presenza di tartaro, placca, carie e gengiviti.

In questo modo aiuterai a mantenere la salute dei tuoi denti e delle tue gengive e avrai il tempo di rimediare in modo accurato ai problemi eventualmente sorti, senza soluzioni di ripiego tipiche del periodo di ferie, con costi talvolta decisamente poco accessibili.

La visita di controllo: obiettivi e tipologie di operazioni

Al pari di ogni normale check-up dentistico, la visita di controllo prima delle ferie ha come fine il raggiungimento dei seguenti obiettivi:

  • verificare la presenza di eventuali infiammazioni, infezioni e carie;
  • controllare la salute delle gengive e di eventuali otturazioni datate;
  • controllare lo stato di funzionamento delle protesi dentali fisse o mobili;
  • verificare l’integrità delle arcate dentali.

Una volta effettuata la visita, sarà il tuo stesso dentista a rassicurarti sulla salute dei tuoi denti, e consigliarti la terapia giusta per porre rimedio a eventuali problematiche che avrà riscontrato.

Autore: ZANARDI FEDERICO 21 nov, 2017

È scientificamente provato che alcuni dolori muscolari e alla colonna vertebrale siano strettamente connessi a problemi a livello del cavo orale: infatti denti male allineati, malocclusioni e articolazioni mandibolari non problematiche morfologiche possono influire sulla postura del paziente, provocando mal di schiena, tensione muscolare e altri fastidi.

L’articolazione mandibolare e la postura

L’articolazione della mandibola in particolare è soggetta a un numero incredibile di movimenti e funzioni: basti pensare infatti che è grazie a questo osso che riusciamo a deglutire, parlare, masticare, ma anche a sorridere.

Lo squilibrio mandibolare, e la conseguente malocclusione, porta allo sforzo di numerosi muscoli situati nella zona cervicale, il quale ovviamente ha ripercussioni lungo tutta la colonna vertebrale, causando problematiche posturali.

Il nostro organismo quindi reagisce allo squilibrio del cavo orale con delle dislocazioni a livello muscolare, che sono causa diretta di dolori alla zona cervicale, lombare e temporale.

La gnatologia: lo studio della postura in correlazione alla pratica odontoiatrica

La branca della medicina specializzata in questo tipo di squilibri posturali è la gnatologia, la quale cerca di unire le normali pratiche di ortodonzia e odontostomatologia alla conoscenza dell’apparato muscoloscheletrico, e in particolare della colonna vertebrale.

Il medico specializzato in gnatologia è quindi una figura  che si occupa dell’equilibrio funzionale dell'apparato scheletrico, a che al tempo stesso possiede nozioni di odontologia per far fronte a i problemi legati all’articolazione temporo-mandibolare.

Una visita dallo gnatologo può quindi essere una soluzione a tutti i problemi legati alla vostra postura, attraverso terapie specializzate di riallineamento delle arcate dentali.

Il bite: una soluzione semplice ed efficace ai problemi di postura

Una delle terapie gnatologie più utilizzate è il bite, ossia un apparecchio mobile costruito in polimeri plastici che aiuta l’articolazione temporo-mandibolare a riallinearsi in maniera naturale.

Il bite spesso è utilizzato anche per la cura del bruxismo, ossia il digrignamento notturno dei denti, che è causa diretta di contrazioni dei muscoli temporali e cervicali, i quali come già spiegato in precedenza creano una sorta di effetto a catena per cui  il paziente, dopo una notte passata a digrignare i denti, si alza al mattino stanco e con dolori su tutta la colonna vertebrale.

Morbido e atossico, il bite può quindi davvero rappresentare una soluzione semplice ed efficace a molti dei vostri problemi a livello lombare, cervicale e di postura.

Autore: ZANARDI FEDERICO 21 nov, 2017
I terzi molari, meglio conosciuti col termine di denti del giudizio, sono elementi dentali che hanno uno sviluppo tardivo rispetto agli altri componenti delle arcate dentali, e non hanno una funzione indispensabile a livello masticatorio.
A causa di questo ritardo nel manifestarsi, retaggio di una dentatura risalente all’uomo primitivo, i terzi molari possono presentare problematiche a livello masticatorio e occlusivo per cui è necessaria la loro rimozione.
Ma vediamo meglio nel dettaglio quando è bene procedere all’intervento di rimozione, evidenziando quali sono le casistiche specifiche.

L’evoluzione dell’uomo e la perdita di funzionalità dei denti del giudizio

L’evoluzione biologica umana ha reso i denti del giudizio non necessari alla funzione di masticazione, con la conseguente riduzione delle dimensioni delle ossa mascellari a livello cranico.
Questo ha comportato un minor spazio per la crescita dei terzi molari, ed è la causa diretta del loro cattivo sviluppo all’interno del cavo orale, con la formazione di infiammazioni e disallineamenti a livello delle arcate.

Quando è bene rimuovere i denti del giudizio?

Se in passato la rimozione era considerata una prassi, oggi si tende ad effettuare terapie conservative e a intervenire solo in caso di reale necessità.

Ecco, di seguito, i principali casi in cui è necessario intervenire chirurgicamente alla rimozione:
  • il dente del giudizio presenta cisti, ascessi, o è cariato, e può infettare il resto degli elementi dentali facente parti delle arcate;
  • il dente del giudizio cresce storto, spingendo sugli altri denti e provocando la distorsione dell’arcata.
  • il dente è spuntato solo parzialmente, il che può esser fonte di infezioni batteriche o infiammazioni gengivali.

L’iperdonzia: un caso eccezionale di sovrabbondanza dentale

Vi è poi un caso specifico in cui il paziente sviluppa nelle arcate dei denti del giudizio maggiori rispetto al loro numero standard.
Questa condizione prende il nome di iperdonzia, e ha come conseguenza il sovraffollamento dentale nell’arcata. Perciò è bene rimuovere i denti del giudizio, al fine di creare spazio e mantenere il corretto allineamento degli altri denti facenti parte dell’arcata.
Vi è poi un altro caso limite, vale a dire l’ipodonzia, in cui il paziente non presenta alcun dente del giudizio e per il quale non si necessita di alcun intervento di chirurgia dentale.

Autore: ZANARDI FEDERICO 16 ago, 2017

Anche gli studi dentistici si sono al giorno d’oggi adeguatamente attrezzati per creare, nel caso di interventi di chirurgia dentale, il minor dolore possibile al paziente.

Tra le innovazioni tecniche del settore annoveriamo la cosiddetta sedazione cosciente, utilizzata in ambito dentistico per il trattamento del dolore, e di cui ci occuperemo in questa sede, cercando di evincerne le caratteristiche principali e le differenze rispetto alle normali procedure anestetiche.
Autore: ZANARDI FEDERICO 16 ago, 2017

Una bocca sana passa innanzitutto dalle quotidiane operazioni di pulizia che ognuno di noi dovrebbe fare.

Tralasciando la saggezza popolare e quanto affermano i proverbi, la prevenzione orale è indiscutibilmente di fondamentale importanza, per avere un sorriso bello e in forma, e non dover per forza ricorrere al dentista per la cura – molto spesso invasiva, oltre che costosa – della nostra bocca.

Cerchiamo quindi di capire quali sono le buone norme per prenderci cura dei nostri denti in modo corretto, e analizziamo quali articoli risultano essere ottimali per la corretta igiene e salute del cavo orale.
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